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Museo Archeologico

Il Museo Archeologico di Massa Marittima si trova all’interno del Palazzo del Podestà, uno degli edifici più rappresentativi del periodo medievale di Massa Marittima, l’epoca in cui la città godette di benessere economico e di grande vitalità anche dal punto di vista artistico. Non a caso, quindi, come sede per il museo è stato scelto un edificio dai forti richiami storici, il luogo in cui si esercitavano il potere legislativo e giudiziario e  una delle testimonianze più significative del periodo in cui Massa Marittima si qualificò come città e organizzò le proprie magistrature.

Al suo interno sono conservati il «Grosso» e il «Piccolo»,  le monete d’argento (e in lega) battute nella zecca del “Libero Comune” massetano.

Esemplare di «Grosso» massetano
Sopra al titolo, «affibbiaglio» etrusco

Il Palazzo del Podestà.
Il Palazzo Pretorio ha avuto come condomini una lunga serie di personaggi illustri: podestà, capitani di giustizia, commissari, vicari regi, come risulta evidente dagli stemmi gentilizi (in prevalenza quattrocenteschi) murati sulla facciata. Per un certo periodo poi divenne carcere mandamentale.

Il Palazzo del Podestà

Austero e elegante al tempo stesso, il Palazzo, in travertino a due piani, deve la sua origine (secondo Luigi Petrocchi, studioso di storia locale) ad un contratto «per lavori di mura e di pietre» stipulato nel 1231 tra il Podestà allora in carica e un certo Jacobo, maestro marmorario lombardo. In effetti, elementi stilistici di matrice nordica sono evidenti soprattutto nel primo ordine di bifore caratterizzate da profondi sguanci. Originariamente il palazzo aveva anche aperture a bifore ai lati: oggi ne rimane una sola, sul lato destro, la stessa da cui secondo la tradizione, sarebbe stato fatto precipitare nel 1318 durante una sollevazione popolare il podestà Nicoluccio Mignanelli, sospetto di tramare con Siena all’insaputa dei massetani per la consegna della città.
Vicino alla porta d’ingresso è ancora conservata la campanella di ferro a cui venivano legate le persone esposte alla berlina.

Il Museo.
Anche all’interno il palazzo, che è tra l’altro uno dei meno sottoposti a rifacimenti, conserva la sua altera bellezza: fin dal 1980 i suoi locali hanno ospitato il primo nucleo dei Museo Civico, il cui patrimonio si è progressivamente arricchito.

Le Collezioni.
L’allestimento attuale ospita reperti provenienti dal territorio di Massa Marittima e ricostruisce attraverso di essi la storia delle occupazioni che vi si sono alternate nell’antichità. Pertanto il museo è articolato principalmente in due sezioni: quella preistorica (un recente e particolare allestimento) e quella Etrusca relativa all’insediamento del Lago dell’Accesa. Una sala al pian terreno ospita i reperti etruschi della Collezione Galli provenienti da Canino e Vulci.

Dall’estate del 2004, al pian terreno del museo archeologico, si può visitare il nuovo allestimento della sezione preistoria. L’attestazione di una cospicua frequentazione del nostro territorio in epoca preistorica e il ritrovamento di un buon numero di manufatti da conservare e valorizzare ha reso necessaria la creazione di un nuovo spazio che potesse ospitare i reperti, ma anche “raccontare” la vita degli uomini che abitavano il nostro territorio in un lontano passato.

Il territorio di Massa Marittima è al centro di una vasta zona carsica ricca di grotte naturali. Le indagini scientifiche nelle grotte sono state interrotte dopo gli anni ’80. L’allestimento intende illustrare il rapporto uomo – grotta, come realmente era vissuto nella preistoria: di grande impatto sono le due ricostruzioni di “grotta – tipo” in dimensioni naturali, una di ambientazione paleolitica che rappresenta una grotta abitata, e l’altra utilizzata come luogo sacro di sepoltura degli uomini dell’Eneolitico.

In questa sezione si documenta, inoltre,  l’importanza della ricerca speleologica e in particolare dell’Archeospeleologia, una nuova disciplina che unisce i due metodi di ricerca (archeologica e speleologica) con la finalità di recuperare il maggior numero di informazioni possibili su un periodo storico di cui non disponiamo delle fonti scritte.

Di particolare importanza e di grande singolarità, in una nicchia del pian terreno, è custodita la Stele in arenaria rinvenuta nella vicina località di Vado all’Arancio: una lastra di forma triangolare con incisioni che ricordano le statue-stele della Lunigiana e della quale ancora ignoriamo il significato simbolico.

La Stele di Vado all’Arancio

La Collezione Etrusca

Ai piani superiori si trova la sezione Etrusca, il frutto di lavori di scavo condotti a più riprese e con diversi gradi di intensità, dalla fine del secolo scorso ad oggi e concentrati soprattutto in località Poggio Castiglione, sulle sponde dei vicino lago carsico dell’Accesa e in zone contigue. Anche nell’ultima sistemazione del patrimonio archeologico, è stata mantenuta la distinzione fondamentale fra i materiali provenienti dagli scavi condotti fino agli anni Cinquanta dei nostro secolo, opportunamente divisi per contesti di provenienza e per età storiche, e il risultato delle campagne archeologiche più recenti che hanno interessato l’abitato etrusco del lago dell’Accesa.

I primi, pezzi integri e d’effetto, appartengono in genere a corredi tombali: fibule, ossuari, olle, ciotole, rasoi, unguentari… I secondi, in gran parte frammenti di vasellame da cucina, attrezzi per il lavoro domestico femminile come la filatura o la triturazione dei cereali, dimostrano l’esistenza di un insediamento abitativo articolato in quartieri, già organizzato dal punto di vista sociale, e sicuramente connesso alla presenza e allo sfruttamento delle miniere di Fenice Capanne e di Serrabottini.

Ricostruzione di telaio etrusco

I plastici dei quartieri, ampie schede esplicative, il lavoro di ricostruzione di alcune tematiche dominanti (la cucina, le tecniche edilizie, le occupazioni domestiche…) completano l’offerta museale.